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La ragazza del lago (2007)
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Info generali
Voti degli utenti:
Il tuo voto:
Regista:
Sceneggiatori:
Data di uscita:
14 settembre 2007 (Italia)
ancora
Genere:
Mystery | Thriller
Recensioni degli utenti:
Perplessità in un "giallo" classico
ancora (1 in totale)
Aree messaggi
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(Cast principale, solo i primi nomi)| Valeria Golino | ... | Chiara Canali | |
| Omero Antonutti | ... | Padre di Mario | |
| Fabrizio Gifuni | ... | Corrado Canali | |
| Toni Servillo | ... | Commissario Sanzio | |
| Anna Bonaiuto | ... | Moglie di Sanzio | |
| Fausto Maria Sciarappa | ... | Ispettore Lorenzo Siboldi | |
| Nello Mascia | ... | Alfredo | |
| Augusto Balliana | ... | Fotografo scientifica | |
| Giulia Michelini | ... | Francesca | |
| Sara D'Amario | ... | Dottoressa Giani | |
| Heidi Caldart | ... | Silvia Nadal | |
| Alessia Piovan | ... | Anna Nadal | |
| Nicole Perrone | ... | Marta | |
| Franco Ravera | ... | Mario | |
| Enrico Cavallero | ... | Allenatore |
Dettagli aggiuntivi
Durata:
95 min
Nazionalità:
Italia
Lingua:
Italiano
Colore:
Colore
Aspect Ratio:
2,35 : 1 ancora
Divieti:
Argentina:16 | Italia:T
Luoghi riprese:
Laghi di Fusine, Tarvisio, Udine, Friuli-Venezia Giulia, Italia
ancora
Compagnia:
Info divertenti
Collegamenti ad altri film:
Versione di "Sejer - se deg ikke tilbake" (2000)
ancora
ancora (1 in totale)
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La critica ha parlato di "atmosfere alla Simenon", trasferite nella provincia friulana. E' un giallo "psicologico" senza suspense e senza scene violente, e nello stesso tempo un'indagine nei lati oscuri dei legami familiari e della vita di provincia. Si tratta di un film discreto, ma la regia troppo "televisiva" e alcune particolari scelte mi hanno suscitato un po' di perplessità.
La struttura narrativa è quella classica del giallo, con una ragazza trovata morta sulle rive di un lago, un assassino che può essere uno qualunque dei personaggi che attraversano il film, fino alla rivelazione finale.
C'è innanzitutto da domandarsi: ma perché tutti i personaggi del film sono pieni di disgrazie, anche grosse? In particolare, sono quasi tutti malati di qualche malattia, lieve o grave. Ecco! può venire da pensare la malattia come metafora del male serpeggiante che corrode la provincia e la famiglia! Forse era quello che il regista Molaioli aveva in mente.
Ma, mentre alcune malattie sono definite con grande precisione la dermatite atipica del commissario, ad esempio non è chiaro cos'ha la moglie, che rinchiusa in un ospedale psichiatrico, innamorata di un altro degente, non si ricorda di avere una figlia, e scambia il marito col fratello (altra metafora). Alzheimer precoce, in una donna di una quarantina d'anni? Non ci viene detto.
E il bambino, figlio di Chiara e Corrado? Ci viene detto che continuamente piange e urla, e poi che "vive in un mondo tutto suo, e il medico ha detto che può solo peggiorare". E', allora, un autistico o un caratteriale?
Altra perplessità, la confessione troppo frettolosa nel finale, da parte dell'assassino che vuole tenere nascosto il vero movente, e quando viene scoperto anche questo, non tutti i tasselli vanno al loro posto, e permangono alcuni interrogativi che in un "giallo" classico, non dovrebbero restare.
Rimane, comunque, un film da vedere, anche e soprattutto per la bella recitazione di Toni Servillo, che interpreta il commissario. Ma, sullo stesso genere e con una trama simile, mi è piaciuto di più "La giusta distanza" di Mazzacurati.