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Poteva essere fatto meglio - 2, 14 dicembre 2009
5/10
Autore: nik-drago da Italia

*** Questo commento potrebbe contenere spoilers ***

Secondo capitolo di una trilogia che cerca di trasporre nei fatidici 35 mm. la sontuosa opera di Naoki Urasawa, e come per il precedente capitolo restano le solite magagne. Ad una regia certamente artificiosa, e manierista, ma comunque tecnicamente accettabile si allinea stavolta anche una sceneggiatura inconcludente, spezzettata, incapace di condurre una idea con fluidità e coesione, incapace di far salire di tono i momenti clou, e per un thriller la cosa pare onestamente molto grave.

Tralasciamo il discorso sugli attori, ottima la somiglianza con i personaggi del manga, disastrosa la recitazione (certo, mai al livello dell'attore che fa' Kenji, ma tanto lontano non ci siamo..), tralasciamo anche la fotografia, da soap opera, troppo accesa, ed anche alcune scenografie, terribile il viale dove si scontrano i mafiosi cinesi e thailandesi, e analizziamo la scelta narrativa che è stata portata avanti dal regista.

Questa scelta consiste nell'aver stralciato la posizione del Papa nel continuum narrativo, una cosa che ha impoverito l'opera stessa, ma soprattutto ha dimezzato il forte pathos che la presenza del Vicario di Cristo in Terra portava al "piano" dell'Amico.

Nel fumetto il Papa in visita a Tokyo per incontrare l'Amico aveva chiesto di fare una digressione per incontrare un suo vecchio conoscente nella chiesa di Shinjuku, ad esso l'Amico aveva fatto collimare una delle sue previsioni (la morte del salvatore), specchietto per le allodole per quello che sarebbe avvenuto all'inaugurazione dell'Expo - divenuta infine commemorazione della morte dell'Amico ucciso da Yamane - con "il più grande spettacolo di tutti i tempi" (parole di Manjome), già dinanzi al Papa avviene quello che avrebbe permesso a qualunque uomo di essere assimilato ad una Divinità, qualcosa avvenuto solo 2000 anni fa'...

Qui invece è l'amico che si deve recare dal prete a Shinjuku per portargli un messaggio del Papa, già si vede che il Papa non era a conoscenza del telefono, della videoconferenza (siamo nel 2015 le cose sono più avanti), della webcam, dei suoi assistenti, ecc... vabbé, ora "il più grande spettacolo del mondo" si realizzerà davanti al Presidente dell'ONU.

Scelta forse politicamente corretta, ma che perde il fascino del misticismo che obnubila la mente dell'uomo e dell'ineluttabilità degli eventi narrati, elementi che permettevano al lettore di entrare in un cupo tourbillon frutto dell'opprimente decadimento e del desiderio di sapere come prosegue la storia.

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